La nascita del primo orologio da polso
La regina di Napoli Carolina Bonaparte e Abraham-Louis Breguet furono protagonisti di una delle innovazioni più rivoluzionarie nella storia dell’orologeria: la creazione del primo orologio progettato per essere indossato al polso.
Andrea
5/8/20262 min read


A questo straordinario episodio storico si ispira oggi la collezione Reine de Naples, con cui Breguet rende omaggio al segnatempo realizzato nel 1810 per la sovrana partenopea. La Maison reinterpreta così l’orologio femminile attraverso casse dal design classico ma sorprendentemente moderno, unendo oltre due secoli di savoir-faire tecnico all’eleganza contemporanea, ai materiali preziosi e all’alta orologeria complicata.
È curioso pensare che una delle invenzioni più innovative e utili di Breguet — l’orologio da polso — sia stata quasi ignorata dai suoi contemporanei. Eppure, i documenti storici confermano che, in seguito a una richiesta avanzata dalla regina di Napoli l’8 giugno 1810, Abraham-Louis Breguet progettò e realizzò il primo orologio da polso della storia: il celebre Breguet n. 2639.
Tra il 1808 e il 1814 Carolina Bonaparte acquistò ben trentaquattro tra orologi e pendole, diventando una delle più importanti clienti della Maison. Gli archivi storici Breguet, custoditi ancora oggi a Parigi in Place Vendôme, testimoniano il rapporto privilegiato tra la sovrana e il celebre orologiaio. Nei registri delle commissioni speciali, dedicati ai clienti alla ricerca di creazioni uniche, compare infatti l’ordine della regina: un orologio da carrozza con grande complicazione e, soprattutto, “un orologio per bracciale a ripetizione”, commissionato per la cifra di 5.000 franchi.
I registri di produzione descrivono con precisione le diverse fasi di realizzazione del segnatempo. Sebbene non siano giunti fino a noi dettagli completi riguardo alle dimensioni, alla configurazione del quadrante o alla struttura del bracciale, emerge chiaramente il carattere eccezionale di questa creazione: un orologio a ripetizione dalla forma ovale, incredibilmente sottile, montato su un bracciale intrecciato con capelli e fili d’oro. Un’autentica prodezza tecnica e stilistica, concepita specificamente per essere portata al polso.
Le ricerche effettuate negli archivi Breguet non hanno restituito schizzi o disegni originali del modello. Tuttavia, il celebre orologio riappare nel 1849 nei registri delle riparazioni della Maison. Da questi documenti apprendiamo che l’8 marzo di quell’anno la contessa Rasponi, residente al numero 63 di Rue d’Anjou a Parigi, affidò il segnatempo n. 2639 al servizio di assistenza Breguet. La contessa era Luisa Murat, figlia di Carolina Bonaparte e Gioacchino Murat, sposata nel 1825 con il conte Giulio Rasponi.
Ogni orologio che produciamo è progettato per durare nel tempo, infatti scegliamo solo il meglio in termini di materiali, movimenti e test di qualità.
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