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Primo orologio da polso della storia
La regina di Napoli Carolina Bonaparte e Abraham-Louis Breguet furono protagonisti di una delle innovazioni più rivoluzionarie nella storia dell’orologeria: la creazione del primo orologio progettato per essere indossato al polso.
È curioso pensare che una delle invenzioni più innovative, rivoluzionarie e utili della storia del tempo — l’orologio da polso — sia stata quasi ignorata dai contemporanei del suo inventore. Eppure, i documenti d’archivio confermano una verità storica straordinaria: in seguito a una specifica richiesta avanzata dalla regina di Napoli l’8 giugno 1810, Abraham-Louis Breguet progettò e realizzò il primo orologio da polso della storia: il celebre e misterioso Breguet n. 2639.
Prima di questa intuizione, l’orologeria era dominata esclusivamente dai modelli da tasca o da parata, considerati lo standard per l’universo maschile e femminile. L’idea di legare un meccanismo così complesso e delicato al polso rappresentò un punto di svolta tecnico e concettuale senza precedenti.
Il legame tra Carolina Bonaparte e la Maison Breguet
Tra il 1808 e il 1814, Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone e consorte di Gioacchino Murat, acquistò ben trentaquattro tra orologi e pendole, diventando indiscutibilmente una delle più importanti e fedeli clienti della Maison francese. Gli archivi storici Breguet, custoditi gelosamente ancora oggi a Parigi nella storica sede di Place Vendôme, testimoniano il rapporto privilegiato e di profonda stima che univa la sovrana partenopea al celebre maestro orologiaio.
Nei registri delle commissioni speciali, quaderni dedicati esclusivamente ai clienti dell’alta nobiltà alla ricerca di creazioni uniche e fuori catalogo, compare infatti l’ordine originale della regina. Carolina non cercava un semplice gioiello, ma uno strumento d’avanguardia: un orologio da carrozza dotato di grande complicazione e, soprattutto, “un orologio per bracciale a ripetizione”, commissionato per la straordinaria cifra di 5.000 franchi, una somma astronomica per l’epoca.
I segreti tecnici del registro di produzione
I registri di produzione descrivono con eccezionale precisione le diverse fasi di lavorazione e assemblaggio del segnatempo. Sebbene purtroppo non siano giunti fino a noi dettagli grafici completi riguardo alle dimensioni esatte, alla configurazione del quadrante o alla struttura interna del bracciale, emerge chiaramente il carattere eccezionale e pionieristico di questa creazione.
Il Breguet n. 2639 era:
- Un autentico orologio a ripetizione (un meccanismo acustico che batteva le ore e i quarti su richiesta);
- Caratterizzato da un’inedita e sinuosa forma ovale;
- Costruito per essere incredibilmente sottile e leggero;
- Montato su un raffinato bracciale intrecciato con capelli e fili d’oro.
Si trattò di un’autentica prodezza tecnica e stilistica, concepita specificamente per essere esibita e portata al polso in un’epoca in cui una simile configurazione era considerata pura avanguardia.
Il mistero della Contessa Rasponi e la scomparsa dell’orologio
Le ricerche approfondite effettuate negli archivi non hanno purtroppo restituito schizzi o disegni originali del modello. Tuttavia, il celebre orologio riappare ufficialmente nel 1849 all’interno dei registri delle riparazioni della Maison. Da questi preziosi documenti apprendiamo che l’8 marzo di quell’anno la contessa Rasponi, residente al numero 63 di Rue d’Anjou a Parigi, affidò il segnatempo n. 2639 al servizio di assistenza ufficiale Breguet per una manutenzione.
La contessa altri non era che Luisa Murat, figlia di Carolina Bonaparte e Gioacchino Murat, andata in sposa nel 1825 al conte Giulio Rasponi. Da quel momento in poi, purtroppo, le tracce del primo orologio da polso della storia si sono perse, trasformando il pezzo originale in uno dei santi graal più cercati dai collezionisti e dagli storici dell’alta orologeria mondiale.
La collezione Reine de Naples: l’eredità contemporanea
A questo straordinario ed emozionante episodio storico si ispira oggi la moderna collezione Reine de Naples, con cui la manifattura Breguet rende omaggio al segnatempo realizzato nel 1810 per la sovrana partenopea. La Maison reinterpreta così l’orologio femminile attraverso casse dal design ovoidale classico ma sorprendentemente moderno, unendo oltre due secoli di savoir-faire ingegneristico all’eleganza contemporanea.
I modelli attuali della collezione Reine de Naples fondono l’uso di materiali preziosi — come l’oro rosa, l’oro bianco, i diamanti e i quadranti in madreperla naturale o in smalto Grand Feu — all’alta orologeria complicata, che include spesso indicatori delle fasi lunari, riserve di carica e movimenti automatici di manifattura a vista. Questa linea iconica continua a incantare ed emozionare gli appassionati di tutto il mondo, celebrando quotidianamente il legame indissolubile tra l’arte del tempo, l’innovazione tecnica e la grande storia dell’aristocrazia europea.
